Pubblicato da: lastejan | 16/01/2019

Di tutto un po’

Non scrivo quasi mai, neh? A volte mi interrogo sull’utilità dei blog, sul senso della loro esistenza ora che sono passati di moda. Io ci scrivo volentieri, perche mi piace scrivere e perché ho bisogno di raccontare quello che mi succede, ma sono anche consapevole del fatto che è una sorta di parlare a voce alta per strada a nessuno in particolare. Questo pensiero e i tanti impegni e problemi che ho ultimamente sono il motivo per cui non scrivo niente da un po’.

In realtà quello che mio marito chiama il mio “esibizionismo” – e che in realtà è… esibizionismo – fa sì che del parlare da sola per strada agli sconosciuti mi importi poco – mi piace raccontare gli affari miei.

Però il tempo è davvero poco: lavoro, figli, casa in disordine perenne (cosa che alternativamente mi ruba il sonno o non mi importa affatto), e ora anche i suoceri malandati. Mio suocero sta molto male, mia suocera ha deciso di essere capace di occuparsi di lui, ma in realtà non lo è e quindi sta male pure lei e lui sta peggio. Ora vediamo se riusciamo a farli aiutare da degli assistenti sociali, ma anche questo significa molto tempo impegnato. Ma va fatto, è importante per tutti, nipotini compresi.

Al lavoro ho i soliti corsi, uno dei quali è così terribile che stanotte ho avuto un incubo in cui ‘ste facce di tolla all’esame mi dicevano “E’ troppo difficile, non lo facciamo”, e io rispondevo “Va bene, allora prendete tutti zero.”, e allora loro sbuffando si mettevano a scrivere. Ero fiera di aver tenuto testa a una classe di 25 enni pieni di boria, ma era terribile pensare che mi odiavano come io odiavo alcuni professori a scuola. Ma in realtà so che non mi odiano (oddio, una in realtà mi sa di sì) ed è comunque un bel lavoro.

Il medio, il signor Pupino, lui sì che ha avuto dei sogni brutti davvero. Le ultime due notti si è svegliato piangendo come un cagnolino abbandonato e addirittura una notte ha dormito con noi – quindi io non ho dormito.

In compenso Ranocchietta, che ormai è più un vitellino di tutto rispetto, dorme benissimo. Quasi sempre si addormenta in braccio a noi sul divano anziché nel letto, ma ci stiamo lavorando. Hanno avuto tutti e tre i loro disturbi del sonno verso questa età e sono sempre passati, passerà anche questo. Ora stiamo cercando di togliergli il pannolino e per ora nel gabinetto ha fatto 3 puzzette e ci ha infilato un piede dentro. La pipì invece l’ha fatta un po’ dappertutto, purché fuori dal gabinetto. E’ carino da morire, gira con un peluches orso, un dinosauro (un brontosauro, per la precisione) e un coniglio e si fa perdonare così le peggio porcherie. La sua specialità è cavarsi dal naso caccole di dimensioni inquietanti e dai colori brillanti e poi offrircele sulla punta dell’indice dicendo “Bleh, cacc(ol)he.”

Il grande è sempre il grande. Intelligente, un po’ spocchioso, molto spepero, sensibile. Domenica ha il suo primo torneo di basket e ieri ha avuto un saggio di tromba, che è andato in modo piuttosto disastroso. E’ stato sul punto di scoppiare a piangere, ma si è ripreso e ha continuato a suonare meglio di prima, e per questo sono molto fiera di lui, credo che stia imparando a sopportare i piccoli fallimenti, a cui è così poco abituato. A scuola ha un nuovo compagno, K., che lo terrorizza perché ha due anni più di lui e si vanta di essere violento, dice un sacco di parolacce e a quanto pare (parola di V., la bambina zen) tutta la classe lo detesta e compattamente non fanno trasparire la loro antipatia per il terrore che lui li picchi. Ah, i bulli, questi esseri deliziosi.

A proposito di bulli: quando ero alle medie c’era un bullo, un ragazzo pluriripetente, altissimo, un po’ sovrappeso, con i capelli biondi e le guanciotte rosse, ma stronzo da morire, che mi faceva molta paura. In generale tenevo testa a tutti, ma lui aveva quello sguardo di ghiaccio da cui si intuiva che non avrebbe avuto problemi a pestare una bambina più piccola di 4 anni.

Beh, adesso è un quarantenne alla mano, i suoi capelli biondi si sono scuriti, dando ancora più risalto alle guanciotte rosse (per quanti anni della propria vita si possono avere le guanciotte? Un mistero della natura!). Ha due figli, una moglie carinissima, ed è vicino di casa di mio padre. “Sai, Stefy, ora M.M. abita sopra di noi. Era a scuola con te, no?” “Sì” – glom. E invece pensa, anche i bulli possono diventare persone normali e cortesi.

Mio padre invece sta avendo una regressione totale all’adolescenza, si è comportato in modo così egoista verso me e i miei pargoli che non ho voglia né di parlarne, né di parlargli, e da una ventina di giorni tengo il telefono di casa staccato per non dovergli rispondere. Il problema è che così neanche mia zia può raggiungermi a meno che non attacchi e la chiami io, e non ho il coraggio di dirle perché il telefono è sempre staccato: sa che mio padre ha esagerato, ma la predica me la farebbe comunque. E chi ha voglia di una predica a 36 anni?

Bon, ho scaricato una buona dose di fatti miei nel nulla, mi posso fermare.

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Responses

  1. Anche io mi chiedo sempre perché continuo a tenere il blog visto che non scrivo quasi mai, pero’ mi spiace smettere. Sarà che ci scrivo dal 2002 e ci sono affezionata, anche se non legge quasi più nessuno 🙂
    Mi spiace per i tuoi suoceri, spero che tuo suocero possa rimettersi o che comunque troviate un aiuto.

    • Non si rimetterà, ma l’aiuto lo troveremo molto probabilmente, grazie.
      Io continuo a leggerti 🙂

  2. Mi accodo alle fila di quanti hanno un blog poco frequentato, ma a cui sono affezionati. Trovo che sia un modo più intimo (da un certo punto di vista) e più articolato di esprimersi, rispetto ai social network.
    Ranocchietta pare meraviglioso (anche mio fratello a quell’età condivideva le sue caccole col mondo).

    • Sì, esatto, è più articolato dei social e anche, paradossalmente visto che in teoria può leggerlo chiunque, più anonimi.
      Mi fa piacere che la cosa delle caccole sia diffusa! Spero che tuo fratello poi abbia smesso e che ci sia speranza anche per Ranocchietta.

  3. Sono contenta che riesca a darci qualche aggiornamento. A me dispiace molto che questa cosa dei blog si sia persa. Adesso la gente pubblica storie infinite su Instagram in cui alla fine non dice quasi mai niente di interessante. Quasi tutti i blog che seguivo hanno chiuso, e me ne dispiace. Io ne avevo quattro o cinque, non sono mai stata costante, quindi sono un caso a parte. Un abbraccio

    • E’ vero, tu ne hai cambiati un paio, mi ricordo! Ora vedo se riesco a scrivere un po’ più spesso, ma ho un po’ di scazzo verso l’umanità e sono restia a comunicare.

      • eh ti capisco. io negli ultimi anni sono passata da super estroversa a super introversa. Non so come sia possibile un cambiamento cosi radicale, ma e’ capitato. Pero’ tu con il blog comunichi con un pubblico indefinito, puoi illuderti che nel gruppo ci sia qualcuno con cui valga la pena condividere qualcosa. Un abbraccio

  4. DEVI, riprendere. Se no vengo là e ti meno.

  5. devo ammettere che leggo poco ormai il blog… controllo poco e niente la mail perchè devo sistemarla troppo spam… ma quando ci capito mi fa sempre piacere leggerlo.


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