Pubblicato da: lastejan | 28/06/2017

Pupi su di giri ed influenze esterne

Sono agitati, si nota. Il grande perché sta per arrivare la pagella e mancano solo 10 giorni alla fine della scuola, il medio perché sente l’agitazione nell’aria peggio dei cani che sentono i terremoti. Il piccolo non è agitato, perché nulla lo tange, se non pappa, nanna, coccole e pannolino, ed è giusto così. Mamma mia, quanto è tenero.

Quindi questi due esagitati, perché “agitati” è un eufemismo, non solo corrono avanti e indietro in casa come dei pazzi (e non mi dite di portarli a pascolare, perché ce li porto, e se non ce li porto è perché non posso), urlando come se fossero ricoperti di formiche rosse, ma sono proprio pessimi: maleducati, volgari, dicono parolacce, si picchiano, si accusano a vicenda, rispondono malissimo. Il primo che dice “Ma tutti i bambini sono così!” vince il premio “Genitore dell’anno”.

Non tutti i bambini sono così.

Così per esempio mi pare assurdo che il Pupo per due giorni di fila arrivi a casa con quasi mezz’ora di ritardo da scuola, la prima volta perché si è fermato a giocare alla fontanella, e passi, e oggi perché due suoi compagni lo hanno convinto ad andare con loro al supermercato e gli hanno comprato la Coca Cola.

Chi dà a un bambino di prima elementare, che abita a 300 metri dalla scuola, così tanti soldi che non solo si compra da bere, ma offre pure agli amici? Chi permette al proprio figlio di prima elementare di andare a farsi le vasche dopo scuola, invece di andare a casa a fare pranzo?

Non lo so, probabilmente dei casi umani che ancora non ho avuto la fortuna di incontrare, ma che di sicuro dovrò conoscere nei prossimi tre anni. Il punto centrale è che IO NO. Mio figlio ha il permesso di tornare da solo da scuola perché so che viene subito a casa. Si può fermare a chiacchierare e giocare un pochino, non ho niente in contrario, ma visto che il tragitto casa-scuola dura circa tre minuti scale comprese, dopo un quarto d’ora mi sento diritto di preoccuparmi e/o scocciarmi. Non gli faccio scenate se arriva un po’ dopo, gli dico che preferisco che non stia via tanto da solo (ha sette anni, santo cielo!) e finito lì. Che però invece di venire a casa vada al supermercato a comprare bevande fetenti con altri bambini di prima elementare, proprio no. Questo mi fa davvero infuriare. Per fortuna ci ha pensato il karma a punirlo, perché ogni volta che beve coca gli viene il mal di pancia, e puntualmente è arrivato anche questa volta.

Dopo una settimana di comportamenti che definire insubordinati è fin poco – memorabile il momento in cui mio figlio mi ha puntato contro un fucile fatto di Lego, ha detto “Ratatatatatà!” e poi se n’è andato mormorando “Ecco, adesso ha un braccio in meno” – sono scattate le sanzioni in stile Unione Europea vs. Russia: niente dolci, niente tv, niente amici, cioè non vanno da nessuno e nessuno viene qui. Dopo un giorno ancora non è cambiato niente, ma cederanno. Oh, se cederanno.

Piuttosto che portare questi due mostri in vacanza in Italia, dove vengono viziati come se non ci fosse un domani, li iscrivo all’accademia militare per i pochi giorni che restano prima di partire.

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Responses

  1. Vuoi iscriverli insieme ai miei in un collegio militare svizzero? (Non so perché, mia madre mi minacciava di spedirmici sempre e io cosi faccio coi miei, nonostante la definizione faccia ridere mio marito)
    Il piccolo, ancora ancora, ma Blop è terribile e non so perché. Oggi praticamente ha passato tutta la giornata in castigo perché non ascolta (“puoi giocare vicino alla fontana, ma non saltare nell’acqua fetidina vero..” SPLASH “ma mamma, gli altri bambini lo hanno fatto” “non importa, io ti ho detto di no”) e se ascolta puntualmente risponde no o contesta e contesta e contesta.
    Noi partiamo venerdì per Genova e mi sento già male, ma la casa qua la dobbiamo lasciare e nell’altra mio marito sta finendo dei lavori, quindi non abbiamo scelta.

    • Da noi disobbedisce più il Pupino, ma in questo periodo sono tremendi entrambi. Poi fra una settimana finiscono scuola e asilo e io sono spacciata!

  2. Tieni botta!!

  3. Una domanda: io ho una bimba di 8 mesi, ed è già scatenatissima.
    A che età secondo te bisogna iniziare a sgridare/imporre divieti/imporre regole?
    Al momento non dà segno di intendere quello che gli dico, per cui se la sgrido non mi sembra che mi consideri molto…

    • A 8 mesi non capiscono ancora causa-effetto. Verso l’anno e mezzo, per come li conosco io, cominciano a “segnarsi” mentalmente le cose, per esempio non toccare le cose che scottano o pungono (ma ce ne vogliono, di tentativi!), e allora puoi dare loro delle regole, vietare/permettere. Però per esempio già Jonas ha 10 mesi e si vede che capisce il tono con cui gli parlo, come quando mi tira i capelli e gli dico che mi fa male. Non smette di farlo, però credo che cominci a distinguere i toni di voce e a collegarli con le parole: “bravo” e sorridi, “fa male” e fai un’espressione triste o offesa.
      Armati di pazienza: bisogna ripetere le cose milioni di volte, essere costanti e coerenti. E’ un lavoraccio, ma il risultato sono dei piccoli esseri umani con un buon carattere, mica roba da poco!


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