Pubblicato da: lastejan | 25/04/2017

Bambini che ti seguono

Ieri sono arrivata come al solito a pelo prima che il Pupo uscisse da scuola e ho deciso di aspettarlo all’uscita, anche se lui non vuole perché è “grande”. E’ arrivata anche la mia amica, che si è ricordata che sua figlia sarebbe uscita dopo perché fa religione, ma è rimasta lì a chiacchierare, io con un bebè nel passeggino, lei con due nani nel biplano su ruote. Quando è arrivato il Pupo, invece di andare abbiamo continuato a chiacchierare e lui con noi, e noi chiacchieriamo in italiano. A un certo punto mi sono accorta che vicinissima a noi c’era una bambina sui 9-10 anni, che addirittura un po’ ci girava attorno, come uno squaletto biondo in grigio e rosa. Un po’ guardava i bambini (checché ne dicano i sostenitori dell’uguaglianza – parità, furbi, non uguaglianza! la parità, ci vuole!  fra sessi, il 99% delle bambine è attratto dai bebè, mentre il 99% dei maschi non lo è), un po’ noi. Dopo un po’ abbiamo commentato ridendo che doveva essere un po’ spiazzata a sentir parlare una lingua straniera da così tante persone, e infine ci siamo salutati. Noi verso il supermercato, loro verso casa. E’ un po’ che prendo in giro la mia amica, che mi racconta di venire spesso seguita fino a casa da bambini che non conosce: siccome ha molti figli, forse i bambini altrui credono di doversi unire tipo classe dell’asilo. Le ho consigliato di non offrire loro da mangiare, se no non se ne vanno più.

Dopo un paio di metri mi sono resa conto che invece questa volta ero io a venire seguita: la bambina-squalo. Anzi, mi camminava proprio a fianco. “Pupo, ma che la conosci?” “Mmmh, no.” Ha un’aria sconsolata, anche se non triste. Un po’ vacua. Ci guarda e non parla.

“Come ti chiami?”

“Angelina.” (mi dispiace)

“Hai bisogno di aiuto?”

“No.”

“Aspetti qualcuno?”

“No.”

“Vai al doposcuola?”

“No.”

“Vai a casa?”

“Sì.”

“E non ti piace andare da sola, vero?”

“No”, dice pianissimo.

Non le chiedo più niente, continua a camminare in silenzio vicino a noi.

Alle strisce noi attraversiamo, lei va dritta. “Allora ciao!”, le dico. “Ciao”, mormora. Si gira un’ultima volta a guardarci e va via.

Mi ha fatto un po’ pena.

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Responses

  1. madonna che tenerezza…

  2. A me fa tristezza, invece…


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