Pubblicato da: lastejan | 22/04/2017

Vacanza senza speranza

Ormai dovrei averlo capito, che andare in vacanza NON è andare in vacanza. Non vuol dire riposarsi, rilassarsi, staccare. Invece sono scema e ogni volta mi immagino momenti idilliaci tipo i miei fratelli e mia cognata ognuno con un bambino per mano che salutano me e l’Uomo e dicono “Divertitevi, ci pensiamo noi!”, cosa che ovviamente non può succedere: tutti e tre lavorano a tempo pieno e al massimo posso supplicare mio padre, perché mia zia si sente – ormai è – troppo vecchia per occuparsi di così tanti bambini e così piccoli.

Quindi io, ingenua, sono partita con la solita idilliaca aspettativa, e come ogni volta, mazzate sui denti.

I bambini erano raffreddati, tutti e tre.

La mattina di Pasqua l’Uomo si è svegliato che si sentiva maluccio, a mezzogiorno stava di merda e alle quattro è svenuto a letto, mentre tutti ancora festeggiavano, e a parte una pausa di qualche minuto per mangiare un brodo e un po’ di pane, ha dormito fino al giorno dopo alle nove. Diciassette ore di sonno in cui ha avuto i brividi, poi ha sudato, e io ogni tanto gli tastavo la testa e sentivo come scottava, mentre pensavo “La prossima sono io”.

Invece no: era mia zia. Forse peggio, perché per lei è ovviamente più pesante e perché così mi sono dovuta occupare anche di lei, oltre che dell’Uomo convalescente e dei tre bambini mocciosi (che comunque non stavano male, eh: vivacissimi! Io dovevo solo pulire i loro nasi colanti ogni pochi minuti). Cucina per 6, pulisci per 6, asciugati il moccio, ma non farlo pesare agli altri perché loro stanno davvero male, invece a te t’ha preso solo di striscio, ammannisci paracetamolo e fazzoletti, costringi a bere acqua e brodini. E naturalmente porta fuori i bambini, poverini, tutto il giorno in casa, come fanno?, hanno bisogno di sfogarsi, e tu ti chiedi che cazzo intenda dire, visto che sfrecciano su e giù per casa e giardino per ore e ore.

Beh, dai, almeno lunedì sera sono stata invitata a un addio al nubilato “soft”, mi distraggo.

No, perché sono tutti malati e chi bada ai bambini? Cena annullata.

Dai, almeno magari riesco a vedere le mie amiche.

No, anche loro lavorano a tempo pienissimo e io sono bloccata dall’altra parte della città con tre figli e due malati.

Ho fatto un giro in centro, questo è stato bello. Un bambino in fascia, uno per mano, il grande a casa con la zia a tossire e guardare i cartoni. L’Uomo era ancora mezzo scassato, ma si è trascinato fuori per salvare un pezzetto di vacanza.

Poi a Pasquetta siamo stati in campagna da mio padre. Abbiamo fatto una bellissima passeggiata con mio fratello, mio padre, mia cognata. L’Uomo è stato in casa a guardare il muro e a convalescere. Bello bello. Il Pupino ha celebrato il Lunedì dell’Angelo planando a volo d’angelo sullo sterrato davanti al portone di casa mia, rinfrescando il suo vecchio bernoccolo con una nuova crosta sanguinolenta. Una roba spaventosa, ma lui non se n’era reso conto e mentre noi controllavamo le pupille e la coordinazione dei movimenti, lui mostrava disperato una minuscola goccia di sangue già asciutto sul palmo di una mano. “Maaaale maaaanooo maaammaaaa maaaaleeee”. Fijo mio, se ti vedessi la fronte…

A Pasqua abbiamo mangiato benissio e troppo, come si conviene, e nonostante lo stato comatoso di mio marito è stata una bella giornata anche quella.

E bon, ora non mi viene in mente nient’altro, a parte la stanchezza, il raffreddore e il raspare in gola che mi hanno perseguitata tutta la settimana, ma se mi torna in mente lo aggiungo.

Ah giusto: ho comprato 3 libri. “A volte ritorno” di John Niven, classificato da mia zia come “che idea stupida!” quando le ho raccontato la trama blasfemissima, quindi ho attese molto alte a riguardo. “Educazione transiberiana” di Lilin. Boh, dovevo prenderne due per pagarli solo 15 euro, mi son buttata. Se c’è Russia c’è speranza. “…” non mi viene il titolo, di Roald Dahl, il mio scrittore preferito per ragazzi, ma questo è un suo libro per adulti. Vi saprò dire. Ho iniziato il primo dei tre e per ora ci sono molte parolacce, sconcezze e appunto idee blasfeme, quindi non mi spiace.

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Responses

  1. Per caso a inizio luglio tornate? Perche’ nel caso possiamo organizzare un concorso di testate tra Blop e il Pupino (ovviamente BlopBlop è assolutamente escluso!), secondo me ci darebbero grandi soddisfazioni e grandi spaventi 🙂

    • Chissà! La scuola dura fino a fine giugno, poi dipende dalle ferie che concederanno all’Uomo. Sarebbe bello confrontare i bernoccoli.


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