Pubblicato da: lastejan | 03/05/2014

La varicella del giudizio

Ieri, quando ormai credevo che fossimo nella zona Cesarini del pericolo di contagio, è iniziata la seconda varicella, quella del Pupino. Ha meno punti di suo fratello, ma tutti concentrati nel pannolino. Non ha febbre, ha un po’ di scazzo. Speriamo che resti così, e poi basta pensare che fra una settimana sarà già tutto passato.

Siccome però la varicella non è abbastanza, da giorni mi è spuntato un dente del giudizio, causandomi una crisi di nervi. I miei denti del giudizio, che facendo i raggi, anni fa, si erano rivelati essere tutti rivolti verso l’interno e quindi assolutamente da togliere non appena si fossero mossi, hanno fatto delle capriole e due sono usciti dritti, uno è disperso e uno è quello di pochi giorni fa. Fa male, ma non da morire. Però non è neanche piacevole. Nel giro di tre giorni ha cominciato a fare davvero male, finché non ho deciso di guardarci e – ORRORE! – sembrava che mi stesse bucando la guancia.

OMMIODDIO mi spunta un dente nella guancia! OMMIODDIO mi dovranno operare! Sanguinerò, soffrirò, mi toccheranno un nervo della lingua come alla mia famosa compagna di università svizzera e parlerò come una ritardata per un anno!

Panico, isteria.

Ovviamente tutto ciò succede il primo maggio.

Quindi ieri mattina mi sono svegliata e, con la morte nel cuore, ho cercato un dentista disponibile. Ce n’era uno, che casualmente è proprio quello che la mia vicina e madre di tre figli (quella che beve la candeggina, per intenderci) mi ha caldamente raccomandato. Chiamo, balbetto la mia situazione, la stronza all’accettazione dice “Se vuol sperare di venir visitata oggi, deve essere qui entro le otto e mezza.” Erano le sette. Un gioco da ragazzi!

Basta: vestire me e il Pupino, appena si sveglia il Pupo mettergli davanti la colazione, poi vestirlo e consegnarlo al Consorte che lo porta all’asilo. E SE MI ESTRAGGONO IL DENTE DEL GIUDIZIO? Visione catastrofica con me che barcollo e gemo, non riesco a tener dritto il passeggino e nonostante ciò o mi costringo a caricare il passeggino in macchina, oppure faccio tre chilometri a piedi fino a casa. No, sti cazzi, chiamo un taxi. E se è un taxi piccolo e non ci entra il passeggino? Lascio il passeggino dal dentista. E se me lo rubano???

Mentre faccio queste previsioni catastrofiche, cambio il pannolino del Pupino e O-HO! Benvenuta varicella.

Oh cazzo. Ha la varicella. Non posso portare un bambino altamente contagioso in un ambiente sterile con un sacco di pazienti a bocca aperta. Sarei una criminale. Dove lo lascio? Dalla vicina? No, il neonato non può rischiare di prendersi anche lui la varicella, ha solo 4 mesi.

HA! Ci sono i miei suoceri!

No, scherzo, non li ho neanche chiamati. Tanto varrebbe suonare alla porta di un vicino sconosciuto e chiedergli se mi tiene il bambino.

Immersa nei possibili piani d’azione, vengo colta di sorpresa dalla sveglia dell’Uomo, che sveglia lui e il Pupo.

“UOMO! Aiutami! Ho bisogno che tu AGISCA, voglio un piano di azione! Ho mal di denti, sto male, devo andare dal dentista, il Pupino ha la varicella, il Pupo deve andare all’asilo. AIUTO!”, parlando già ho le lacrime agli occhi dalla disperazione.

Lui si stiracchia un po’, e poi con tutta tranquillità dice “Boh.” “Ti faccio un caffè. Quando sarà pronto, TU avrai un piano.”

Al che lui si stiracchia di nuovo, si alza, viene in cucina e annuncia “Guarda, io non so che dirti, perché non posso neanche portare il Pupo all’asilo: oggi viene un cliente alle otto e devo uscire tipo… adesso.”

“MA STAI SCHERZANDO?”

A quel punto erano le otto meno venti, l’asilo dista dieci minuti a piedi, il dentista dieci minuti in macchina, il Pupo è in pigiama, io ormai dò i numeri. Taglio un pezzo di torta di mele, la lancio su un piattino e la piazzo davanti al Pupo, che piagnucolando dice “Non voglio mangiare la torta, voglio uno yogurt.” E’ troppo. Scoppio a piangere e tra le lacrime dico “Ti pre-e-egoo-o! Mangiala! Sto male! Ho mal di denti! STO MALE! Devo andare dal dentista, mi taglierà la gengiva e mi toglierà un dente, STO MALE! Mangia quella torta!!”, al che lui, come ogni uomo di fronte alle lacrime, adotta un bassissimo profilo e fa colazione velocemente e in silenzio, mentre io chiedo singhiozzando all’Uomo come cazzo fare. Lui, ovviamente, non lo sa. Anzi, sì: “Ci sono i miei, chiamali!” Lo guardo. Mi guarda. “Ok, no, scherzavo.”

Alla fine decido di provare a fare Superman: io e il Pupino siamo pronti, vesto anche il Pupo, gli butto nello zainetto una merendina dell’Uomo sentendomi una pessima madre, assesto alla bell’e meglio il Pupino sul passeggino, senza scarpe, che metto in borsa. Ci lanciamo nell’auto, con uno sforzo sovrumano smonto il passeggino, che pesa circa 40 kg, nella metà del tempo solito, parto a una velocità indegna, me ne sbatto del limite dei 30 km/h e dopo 30 secondi netti sono parcheggiata davanti all’asilo. Prendo il Pupino sotto braccio, dò istruzioni al Pupo come al militare. Scarpe! Pantofole! DUE PANTOFOLE! (ma che è sta cosa dei bambini in pantofole all’asilo?) Giacca! Zaino! Muoversi, muoversi, muoversi! Gli corro dietro nel corridoio, bacio, saluto alla maestra, corro col Pupino come un sacco di patate, risalgo in macchina, riparto, alle otto e quindici arrivo al ridicolo parcheggio sotterraneo della stazione. Ridicolo perché è perennemente vuoto e costa il 50% in più dei parcheggi normali, ma il dentista ha lo studio in stazione.

Parcheggio vicino all’ascensore, lancio fuori il passeggino dal bagagliaio, ci attacco le ruote, lo apro, prendo il Pupino dal seggiolone – BLUAH!! Mi vomita addosso. Sconcerto.

Mi riprendo: appoggio il Pupino sul passeggino, apro la borsa con una mano, trovo un fazzoletto, mi ripulisco il rigurgito colloso e ricottoso dalla giacca e dalla mano, allaccio la cintura al Pupino, ingrano la quarta ed esco dal parcheggio.

Salgo nell’atrio della stazione, sono le otto e venti passate, quasi corro, entro dal dentista, mi fiondo all’accettazione e brucio sul tempo una madre con due bambini e una vecchia. TIE’! Fregati!

La segretaria mi tratta con la stessa sufficienza di prima al telefono e prende i miei dati. “La chiameremo dall’altoparlante”. Mi guardo intorno: sono la prima. LA PRIMA. Sento che c’è qualcuno nello studio, ma sarà stato qualcuno con un appuntamento alle sette.

Mi siedo, ormai è fatta.

L’altoparlante scricchiola. “Jasmine! Jasmine nello studio 1”.

Ma chette Jasmine??

La madre trotta dietro alla figlia (Jasmine) e al figlio ed entra felice nello studio. Stronza maledetta, c’avevi l’appuntamento, c’avevi.

Dopo un quarto d’ora chiamano la signora Steiner. E poi il signor Frunzibunz. E poi Papa Francesco. Insomma, CHIUNQUE tranne me.

Dopo un’ora il Pupino dà segni di scazzo (ed è bravissimo ad aver resistito un’ora), al che vado all’accettazione, dove per fortuna c’è un’altra donna, e dico “Senta, mio figlio scalpita, faccio un giro. Comunque SONO ANCORA QUI.”, che non vi venga in mente di darmi per dispersa.

“Oh. Ma veramente stavo per chiamarla per fare i raggi.” “Oh.” “Eh.”

“Venga.”, e finalmente entro anche io nell’Olimpo di questo dentista. Subito dopo i raggi mi mandano nello studio dove, dopo neanche cinque minuti, entra un uomo giovane e altissimo, l’esatta copia di uno più vecchio da cui sono stata un anno fa per lo stesso dente. “Che lo conosce?” “E’ mio padre.” Il padre era molto bravo, speruma ben.

Guarda i raggi, guarda in bocca e fa “Mah… questo dente è già tutto fuori. Si potrebbe anche togliere, ma secondo me appena passerà l’infiammazione per la crescita, se ne starà tranquillo.”, e mostra sulla lastra che è bello dritto.

“Dottore… non quello. Quello di sotto.” “Oh!”

Guarda di nuovo. “Ah, ecco. Sì, questo è appena spuntato e in effetti è infiammato intorno.”

“Mi dica la verità: mi sta crescendo nella guancia. Me la buca. Ho un’infezione. Me lo dovrà togliere.” SOPRAVVIVERO’??

“Mah… sì, ecco. Questo sarebbe già più da togliere, perché ha meno spazio, ma perché è difficile da pulire.”

“Ma non mi sta bucando la guancia?!”

“No, è solo la gengiva gonfia per l’irritazione.”

“Ho capito: mi storcerà gli altri denti.”

“Veramente no, è dritto.”

“E allora?? Senta, sarò sincera: ho strizza. Ho paura di un’estrazione, sono terrorizzata al pensiero. Lo DEVO togliere?”

“In teoria no. E’ sano, è dritto. Mettendoci una crema adesso, si calmerà l’irritazione. Può essere che dia fastidio spesso fino a che non è uscito del tutto, per cui potrebbe essere meglio toglierlo…”

INSOMMA, DAMMI LA CONDANNA E FACCIAMOLA FINITA!

Alla fine no. Mi ha messo la crema, il dolore è diminuito e ora ho solo fastidio. Confido nella fortuna avuta negli ultimi anni e solo se si dovesse cariare o dare fastidio ogni due settimane, allora bisognerà toglierlo.

Sono sopravvissuta.

E il Pupino avrà contagiato tipo 20 persone. Mi spiace, shit happens. Prendetevela coi miei suoceri, io lo faccio sempre.

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Responses

  1. Standing ovation.
    PS: beata te: io a 24 anni avevo ancora tre (TRE) denti sani in bocca, e alla tua età neanche uno.

  2. letta di fretta perchè era pronto mi ha trasmesso un ansia pazzesca quindi brava pezzo scritto bene… ora mi danno fastidio i denti per simpatia… maledetta ma… (io non ho i denti del giudizio) tiè!

  3. Mi inchino alla tua abilità ad arrivare in orario nonostante tutte queste avversità e confido con te nella fortuna perchè io ho l’ansia mi tolgano i denti del giudizio!
    A 16 anni mi dissero ” non c’è spazio, bisogna togliergli” io ho coraggiosamente cambiato dentista e 14 anni dopo non sono ancora spuntati. Ogni volta che vado dal dentista prego tantissimo che non mi dica che siano da togliere…mio marito, invece, ne aveva OTTO di denti del giudizio. Un mostro praticamente.

  4. Lo sapevi che ci sono persone a cui i denti crescono random? Tipo che a uno è nato un dente sul bordo interno dell’orbita oculare (sull’osso, certo).
    Tutto questo per dirti che…no niente, volevo solo farti cacare sotto!!! ahahahah xD

  5. Ti dico solo che, a maggio dell’anno scorso, in gravidanza di 3 mesi ho tolto un dente del giudizio senza anestesia e senza antidolorifici.
    Chiamatemi rambo…

    Io comunque dal dentista ci vado quasi con piacere. Svengo di paura se per caso devo andare dall’oculista…

    • rambo ti fa una pippa, tu sei molto meglio! in quanto alla tua paura dell’oculista, la posso capire se hai fatto un esame della retina: credevo che mi stesse per cavare un occhio!


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