Pubblicato da: lastejan | 19/07/2013

Le integraliste dell’allattamento

Ne avete mai incontrata una? Sono delle irriducibili paladine della tetta, delle entusiaste propugnatrici del latte materno. In pratica delle pazze psicopatiche.

In ospedale erano principalmente le ostetriche a essere così, ma non mancavano anche le infermiere ultrà: “Prova, prova ancora! Tranquilla che esce, tutte le donne possono allattare!”

CAZZATA.

Ho allattato fin da subito, ho bevuto il tè magico che ti fa produrre latte, ho mangiato sano, ho bevuto tanto, ho fatto tante coccole al Pupino, mi sono riposata. A un certo punto non usciva quasi più niente, dopo poco lui cominciava a strillare e si rifiutava di bere.

“Non si preoccupi, ha un po’ d’itterizia! Per oggi gli diamo delle aggiunte di latte in polvere, da domani andrà meglio”. Tant’è che siamo dovuti restare un giorno in più in ospedale e ho perso il diritto alle visite di un’ostetrica a casa per le prime settimane. “Troppo poco latte, beva di più!” “Troppo latte, provi a mettersi sdraiata! (????)” “Il bambino è pigro, abbia pazienza” “Si stiri la tetta prima, così lo fa scorrere” “Proviamo con la pompa, così ne produce di più” (incubo), ma soprattutto “TUTTE LE DONNE POSSONO ALLATTARE, tenga duro e funzionerà”.

Il giorno dopo non andava meglio, ma peggio. Dopo qualcosa come 18 ore di pianto pressoché ininterrotto, la visita di una psicologa perché facevo paura e una pesata pre- e post- allattamento, un’infermiera e un’ostetrica hanno avuto il coraggio di dire quello che già temevo: “Sembra che non abbia abbastanza latte, il bambino non ha preso quasi nulla. Può succedere, si metta l’anima in pace.”

Me la sono messa in pace, ero pure sollevata. Almeno sapevo perché il Pupino piangeva tanto. Biberon e via, sti cazzi.

In realtà poi ho continuato, perché mi spiaceva rinunciare, ogni tanto il latte rispuntava, e insomma: ora smetto, ma almeno posso dire di averci provato. Sono anche andata da una consulente del comune, che si è data un sacco da fare, solo che proprio la cosa non funziona.

Ma ora sentite il bello: se cercate il fai-da-te e affidate le vostre domande a google, troverete un sacco di forum di donne allattanti con più o meno successo e ne leggete delle belle.

“Aiutooooo! Il mio latte è diventato trasparente come l’acqua e mia figlia ha già perso mezzo chilo! Che faccio?”

Rinfodera la tetta e dalle un santo biberon, no?

No.

“Dalle un’aggiunta di latte, ma con la pipetta perché non si abitui al biberon, poi allattala, poi pompati il latte e fai così ogni volta, così ti aumenta la produzione!”

Questo me l’ha proposto anche la consulente: idealmente poi si istituisce un circolo vizioso per cui ogni volta dai il latte pompato, poi allatti, poi te ne pompi altro. “Signò, io a casa tengo pure un altro pargolo” “Ah già”.

“Prenditi le pillole di Erba Miracolosa Riempi Tette, bevi la birra analcolica (MAI!!!!), bevi tè di finocchio, cumino e nonsoché, bevi tanto latte, bevi poco latte, stimola i capezzoli, massaggiati le tette, stirale, spremile, allatta ogni ora, ogni mezz’ora, incollati il bambino al capezzolo, insomma fai tutto ma

TIENI DURO!”

Ecco, queste due magiche parole sono la chiave dell’allattamento: tenere duro. Non smettere, resisti, prova tutto, se necessario attaccati due cannule ai capezzoli e collegale a un biberon, così tuo figlio avrà abbastanza da mangiare ma non perderà il contatto con la tua tetta. Questa è vera, non l’ho inventata.

Ci sono donne che scrivono “Ho dei dolori così atroci ai capezzoli che la sola idea della prossima poppata mi atterrisce” “Quando allatto mi fa così male che piango” “I miei capezzoli sono diventati bianchi” (“Non ti preoccupare, è solo carenza di magnesio!”). La peggiore “Voglio tanto allattare e amo mio figlio, ma quando me lo attacco al seno e sento quel dolore terribile, vorrei soltanto lanciarlo contro il muro.”

Sapete cosa le rispondono? Esatto: “Tieni duro!”

La peggiore prospettiva per queste cretine non è che il bambino muoia di fame, non è cadere in depressione, non è indebolirsi fino a non stare più in piedi. E’ smettere di allattare.

“Assolutamente non dargli il biberon, è la strada migliore per smettere di allattare!”

“Non usare i capezzoli di silicone! Sembra che ti attenuino il dolore, ma in realtà ti faranno smettere di allattare!”

Una sfilza di avvertimenti allarmisti per cui Smetterai Di Allattare. E tu lo sai, vero, Mamma!, che solo con l’allattamento darai a tuo figlio il miglior cibo possibile nei primi mesi di vita?

E invece mettiamo che io non sia un’integralista. Mettiamo che mi piaccia, in generale, l’idea dell’allattamento, ma che non sia disposta a tutto?

Non sono disposta a far dimagrire mio figlio per orgoglio, per cercare di nutrirlo Solo Io Da Sola Col MIO Latte. Non sono disposta a passare le ore a piangere perché lui dimagrisce. Non sono disposta a stringere i denti per non urlare ogni volta che mi azzanna i capezzoli (ché tanto poi passa, sì, ma se non hai latte da tirare fuori, credetemi, il dolore aumenta anziché diminuire). Non sono disposta a cedere alla depressione post parto. Non sono disposta a farmi venire la mastite come l’altra volta. Non sono disposta a mangiare semi come gli uccellini, bere 4 litri d’acqua al giorno (chi ci riesce?? Che poi ci sono anche quelle che dicono che se bevi troppo Smetti Di Allattare), prendere capsule dalla misteriosa composizione, bere tè bollente quando fuori ci sono 35 gradi all’ombra, tirarmi i capezzoli, ciancicarmi le tette, attaccarle a una pompa di gomma e farmele risucchiare dal vuoto spinto.

Sinceramente mi sembrano anche delle pazze furiose quelle che lo fanno. Non hai latte? AMEN. Ti fanno male i capezzoli da settimane, tanto da non poterti neanche mettere un reggiseno? SMETTI. La sola idea di allattare ti spaventa? SMETTI. Non ti piace e lo odi e ti fa sentire una vacca da latte ma lo fai Per Tuo Figlio? SMETTI.

Perché sapete la storia degli anticorpi, del rapporto madre-figlio, delle allergie…? Ecco, è vera fino a un certo punto.

Sono abbastanza sicura che in linea di massima l’allattamento sia la cosa migliore. In fondo siamo mammiferi, l’allattamento è la via prevista dalla natura, mi sembra logico che garantisca le migliori condizioni di base. Però parliamo, appunto, delle condizioni di base. Ci sono infiniti altri fattori che influenzeranno il bambino: dove cresce, come mangia, come lo trattano i genitori, al di là dell’allattamento.

Ho amiche che hanno allattato con successo, i cui figli stanno benone, non hanno allergie, hanno un bel rapporto con loro.

Le cose che hanno fatto la differenza sono state prima di tutto la sanità mentale della madre e la sua capacità di rapportarsi con un altro essere dello stesso/dell’altro sesso. Poi l’alimentazione dopo l’allattamento. E poi, secondo me una cosa rilevantissima, il vivere in città o in campagna: non c’è niente di più sano di un bambino che ogni giorno respira aria pulita, niente smog, vede tanti alberi, può correre quanto vuole…

Quindi ecco, mi dispiace, e non poco, non aver potuto allattare i miei figli. Invidio molto le mie amiche che hanno potuto farlo e che hanno avuto abbastanza latte fin dall’inizio.

Però ‘sti cazzi!

(J. piccolo è vicino a me sul divano che ronfa, J. grande è al telefono che parla con chissà chi…)

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Responses

  1. Io ho il terrore delle integraliste dell’allattamento che, tra l’altro, qui in Francia paiono andare per la maggiore. Nel dubbio, ho già avvertito tutti che io ci proverò, ma se non funziona amen.

    • sono di gran moda in tutta europa in questi anni. per non parlare del terribile allattamento a richiesta, brrr.
      la cosa migliore forse è non parlarne con nessuno, ignorare bellamente l’argomento, perché pare che chiunque, dai parenti di tuo marito alle vecchiette in coda al supermercato, abbia da dire la sua. oltretutto dopo il parto hai gli ormoni impazziti e quello che dicono gli altri ti pesa tantissimo. turati le orecchie e fai quello che ti senti 🙂

      • Sai, sono come le glaciazioni e i riscaldamenti: si alternano. Negli anni Settanta (prima metà) mi è capitato di fare la baby sitter alla pari per tutte le vacanze estive, e c’erano un gruppo di mamme, tutte con bambini piccoli o neonati. Beh, quello era il periodo dell’allattamento a orario. Tuo figlio cominciava a urlare dalla fame due ore prima dell’orario stabilito e urlava da farsi sentire dal Brennero a Reggio Calabria? Si lasciava urlare fino a diventare blu finché non arrivava l’ora stabilita dalla tabella, non un minuto prima. Arrivava l’ora e tuo figlio dormiva da non svegliarlo neanche con le cannonate? Si svegliava con le brutte e non si lasciava riaddormentare finché non aveva ciucciato la dose stabilita. Va precisato che erano tutte molto ricche (villa a Cortina, tanto per intenderci): non lavoravano fuori casa e avevano la domestica fissa, e spesso anche la bambinaia fissa: voglio dire, non è che ci fosse la necessità di dare al pupo una regola perché se no quando torni al lavoro sono cazzi acidi, era proprio l’era dell’integralismo lattico e doveva essere così, punto. C’era un’unica mamma che allattava il piccolo quando quello aveva fame, e non ti dico gli sbertucciamenti dietro le sue spalle, trattandola letteralmente da troglodita. In America invece c’è stato un periodo, verso gli anni Trenta, in cui era considerato sbagliatissimo allattare al seno, e a quelle che partorivano all’ospedale veniva proprio impedito, al punto che l’antropologa Margaret Mead, per poter allattare la bambina, si è dovuta mettere d’accordo con un medico amico, che l’ha fatta ricoverare in una stanza da sola e poi le portava la bambina di nascosto.

      • ho presente, ho presente. ora va di moda “la leche liga”, detta “LLL”. brave, compententi, per carità, ma davvero integraliste lattee XD

  2. Mio nonno è stato allattato fino a 4 anni. E’ diventato alcolizzato.

    • ahahahah! ci dev’essere un rapporto direttamente proporzionale tra la durata dell’allattamento e la decadenza. il PT con un anno e mezzo è già a buon punto!


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