“Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.”
Questa è una delle poche frasi fatte che approvo e su cui fondo la mia esistenza. Fino a poco tempo fa la mia unica massima – perché io detesto le massime – era “Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te” e vivevo in coerenza con questa frase.
Ora si è aggiunta quest’altra perché ultimamente mi capitano molte persone, molte persone femmine, che si lamentano di cose di cui loro stesse sono l’unica causa.
*disclaimer* una mia lettrice si sentirà chiamata in causa. E’ una bella ragazza che vive in una grande città. Bene, non parlo di lei. Non parlavo di lei neanche quando mi lamentavo di chi mi ha consigliato di nutrirmi di mangime per uccelli perché “è ricchissimo di ferro”. *fine del disclaimer*
Una è mia suocera. “Cara nuora, prendo delle pillole che credo non mi servano che mi fanno sciogliere in m*” “Cambia medico!” “Lo so, ma non c’ho voglia.”
E allora continua a scioglierti in merda, ma non venire a lamentarti.
“Cara nuora, il nuovo medico ha sospeso le pillole assassine, ma dice che devo mangiare meno formaggio.” “E quanto ne mangi?” “Mah, solo a colazione, pranzo e cena su una fetta di pane generosamente imburrato” “E allora è troppo…” “Dici? Beh, io continuo.”
E allora ingozzatici!
“Cara nuora, il nuovo medico dice che devo fare lunghe passeggiate, ma io non ho tempo” “Andiamo adesso, alzati e mettiti le scarpe, fuori c’è il sole” “Ma ora non ho voglia!”
E allora non dire che non hai tempo!
L’altra una mia amica madre della bambina coetanea del mio, che strilla sempre e mangia ancora pappe da neonato.
“Oddio, je devo sempre cuscinà le cose spesciali!” “Perché, ha delle allergie?” “No.” “Allora dalle la roba che mangi tu” “E se poi è allergica?” “Se non lo prova come fai a saperlo?” “No no, faccio così: aspetto che mio marito vada in ferie, poi gliela dò, e così se le viene un coccolone non devo aspettare l’ambulanza e la portiamo noi all’ospedale”.
…
“Oddio, mia figlia non fa altro che strillare come un’indemoniata! Mi ricatta, non riesco a fare niente senza doverla tenere in braccio!” “Mettila giù” “Se la metto giù strilla” “Lasciala strillare!” “No, piuttosto che sentire gli urli la riprendo in braccio, ecco”.
E allora smettila di lamentarti!
La prende in braccio, sempre. Questa è la condizione iniziale di default: la tiene in braccio e fa le cose con una mano. Poi la mette giù e quella strilla, allora la ritira su. Poi non ce la fa più e la mette a terra, lei strilla. La madre si arrabbia e dice “No, adesso basta”. Passano 42 secondi di strilli e la ritira su. La bambina è già rossa in faccia e isterica, tira i capelli alla mamma, la schiaffeggia. Allora la rimette giù, furiosa. La bambina si aggrappa alle sue sottane e urla come se la stessero scorticando. Dopo 3 nanosecondi la riprende in braccio e la consola finché non smette di urlare e ricomincia a fare tutto con un braccio. Questo procedimento si ripete a ogni visita diverse volte. Spesso quando torno a casa o io o il Pupo siamo isterici. O entrambi.
So cosa dite: non ci andare più. E’ la mia unica amica qui, mi ci sono affezionata, so che da sola starebbe ancora peggio. Mi spiace, non posso. (Ok, sono causa del mio mal eccetera.)
E poi c’è la vecchietta bicentenaria, che è tornata a casa e sta con la badante alta uno sproposito. E’ una vecchietta, è normale che si lamenti. “Pago 1000 euro all’anno per l’assicurazione!” “Sei sicura?? Fai vedere!” 300 euro di assicurazione normale, 600 euro di copertura totale fatta quando la macchina era nuova, 7 anni fa. “Beh, ma toglila, ormai non ha più senso!” “Sì invece: mi hanno detto che se la macchina si rompe loro me ne danno una nuova!” “7 anni fa forse sì, ma ora se si rompe va già bene se ti danno 3000 euri” “E sputaci su” “Ma non capisci? Tu gliene hai già dati migliaia in questi anni, non ti conviene!” “Ma se la macchina si rompe…?” “Se la macchina si rompe amen, il gioco non vale la candela.” “Oddio quanto pago di assicurazione!”
E che due maroni!
Infine i suoceri: “Come ci manca il Pupo! Moriremo dalla nostalgia non vedendolo per due mesi!” “Perché mai non dovreste vederlo per due mesi?” “Perché abbiamo prenotato due mesi di vacanza a Sharm.”
ALLORA ANDATEVENE A CAGARE A SHARM!
E’ molto probabile che io sia in un periodo particolare per cui sono molto insofferente al genere umano, però mentre ho certi dialoghi vorrei avere con me una mazza ferrata. Tutti questi lamenti e questa mia insofferenza mi portano a non fare niente tutto il giorno e sperare che arrivi presto il momento di andare a dormire, anche se fuori il sole splende e gli uccellini cinguettano. Spero che mi passi presto, mi sto molto antipatica.
